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LA ROTAZIONE AGRARIA

è alla base della produzione biologica della nostra fattoria.

La fattoria bioagricola dell’azienda adotta il sistema che per secoli ha regolato la produzione agricola tradizionale, quello della rotazione agraria che riesce a salvaguardare nel medio e lungo periodo sia le esigenze di produzione dell’azienda sia il fabbisogno di rigenerazione della fertilità del territorio.

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La rotazione comincia con la semina dell’erba medica che rimane 3 anni in campo come accumulatrice di azoto. Questa viene tagliata fino a 4 volte l’anno ed utilizzata come alimento fresco per gli animali o come fieno. Attraverso il ripetuto taglio vengono eliminate gradualmente le piante infestanti. Il taglio avviene infatti prima che queste producano i loro semi e si possano riprodurre, un metodo di prevenzione per le colture successive. Dopo la raccolta del grano nell’estate del 4° anno, viene sparso il letame delle stalle e seminato il favino con il quale si farà il sovescio. Solo al 5° anno vengono piantate le colture speciali come ortaggi e pomodori. Nel 6° anno sono seminati i foraggi seguiti dal grano e infine nel 7° e ultimo anno le leguminose, il mais ed il sorgo.

L’effetto positivo di questa rotazione si vede soprattutto sulle piante di pomodori e di ortaggi che crescono sane e forti, le piante tornano infatti sullo stesso terreno solo dopo 7/8 anni.
In questo periodo, poiché la pianta ospite non è presente nel campo, scompaiono anche le malattie specifiche e le leguminose arricchiscono il terreno di azoto, fornendo così il nutrimento alla coltura successiva.

 
Preveniamo i parassiti

Nell’agricoltura biologica sono importanti tutte le tecniche di prevenzione e gli accorgimenti che consentono tale profilassi come la scelta delle varietà, le tecniche di semina e coltivazione, la concimazione e la rotazione delle colture.

Se tali misure sono usate in modo adeguato la natura si aiuta da sola costruendosi una autoregolazione, come nel caso delle coccinelle le cui larve divorano diligentemente gli afidi e quindi si trasformano in collaboratori infaticabili contribuendo a mantenere l’equilibrio della natura.

 


Rendiamo fertili i terreni

Alla rotazione  delle colture e ai metodi oculati e delicati di lavorazione dei campi,  si abbina il costante mantenimento dell’humus che è un ulteriore ed importante accorgimento per ottenere la massima fertilità del terreno. Di fondamentale importanza è una corretta concimazione con materiale organico e con la semina delle leguminose, che crescono bene durante gli inverni miti, e vengono interrate in primavera. Inoltre le piante a radice profonda come il trifoglio e l’erba medica contribuiscono al mantenimento dei microrganismi del terreno.